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Vado, salvo l’euro e torno, di Carlo Cornaglia | 12 luglio 2012

Enviado por Júlio Marques Mota

 

L’altalena dello spread. Il va e vieni di Monti in Europa, dove salva l’euro circa due volte al mese, per la gioia di Giorgio Napolitano. Ad ogni salvataggio seguono purtroppo nuove salite dello spread e nuovi tagli, alla faccia della crescita. Eppure i partiti sono talmente fuori dai giochi che si comincia a straparlare e, naturalmente, a smentire, di un governo politico Monti di Grande Koalizione per il dopo elezioni.

 

Vado, lo salvo e torno

 

L’Italia camminava sull’abisso

fin lì portata sia dal Cavaliere

che dalle banche con il chiodo fisso

di comportarsi come un biscazziere.

 

Per fortuna l’anziano Presidente,

forzando i suoi poter fino al prolasso,

affidò la Nazione ormai morente

a un santo o ad un santone o a un satanasso

 

che di quel mondo fu una reginetta.

Da allora il freddo bocconiano arnese

salvò l’euro e l’Italia in gran bolletta

con un miracolo due volte al mese.

 

Ogni quindici giorni va alla Ue

a domare i mercati sempre pronti

ad arraffar montagne di danè

minando con lo spread i nostri conti.

 

Al lunedì ritorna soddisfatto

d’aver convinto Hollande e la culona,

sale al Colle per farsi dir: “Benfatto!“

e dalle Camere l’Italia sprona.

 

L’infame spread dal martedì risale

e il mago bocconian prende la scure,

che gli tiene affilata il Quirinale

e si mette a tagliar senza paure.

 

Una volta ricerca e posti letto,

un’altra le pensioni ai pensionati,

la terza fa il lavoro men protetto,

la quarta gli statali ha licenziati.

 

Poi tocca alle province, alle procure,

ai giudici di pace, ai tribunali,

con Giorgio che si esalta: “Taglia pure!“

Giammai si parla di patrimoniali

 

né di tagliare le pensioni d’oro

o gli F-35 o i privilegi

di preti e cardinal, nostro tesoro

ai quali per le scuole ed i collegi

 

vengono anzi donati dei dané.

Dopo quindici giorni il giustiziere

riprende la trafila della Ue,

riconvince sia Hollande che il Cancelliere

 

e riparte dalla casella zero

coi complimenti di Napolitano,

dalle Camere un monito severo

e lo spread che risale. Scure in mano,

 

il grande potatore Mario Monti

riprende il suo lavoro diligente.

Va ben che gli italiani siano tonti,

va ben far divertire il presidente,

 

va bene aver politici del cazzo,

ma il sol timor che dopo le elezioni

ritorni Mario Monti nel Palazzo

ti fa esclamar: “Tocchiamoci i coglioni!

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