TESTAMENTO, de MANUEL BANDEIRA
O que não tenho e desejo
É que melhor me enriquece.
Tive uns dinheiros – perdi-os…
Tive amores – esqueci-os.
Mas no maior desespero
Rezei: ganhei essa prece.
Vi terras da minha terra.
Por outras terras andei.
Mas o que ficou marcado
No meu olhar fatigado,
Foram terras que inventei.
Gosto muito de crianças:
Não tive um filho de meu.
Um filho!… Não foi de jeito…
Mas trago dentro do peito
Meu filho que não nasceu.
Criou-me desde eu menino,
Para arquiteto meu pai.
Foi-se-me um dia a saúde…
Fiz-me arquiteto? Não pude!
Sou poeta menor, perdoai!
Não faço versos de guerra.
Não faço porque não sei.
Mas num torpedo-suicida
Darei de bom grado a vida
Na luta em que não lutei!
Manuel Bandeira, Testamento
Testamento
Ciò che non ho e desidero
È quel che meglio mi arricchisce.
Ho avuto dei soldi – li ho perduti…
Ho avuto amori – li ho dimenticati.
Ma nel più grande sconforto
Ho pregato: ho avuto questa preghiera.
Ho visto terre della mia terra.
Per altre terre sono andato.
Ma quel che è rimasto segnato
Sul mio sguardo affaticato,
Sono state le terre che ho inventato.
Mi piacciono molto i bambini:
Non ho avuto un figlio mio.
Un figlio!… Non è stato possibile…
Ma porto dentro al petto
Mio figlio che non è nato.
Mi ha cresciuto fin da bambino,
Per essere architetto mio padre.
Mi ha lasciato un giorno la salute …
Mi sono fatto architetto? Non ho potuto!
Sono un poeta minore, perdonate!
Non scrivo versi di guerra.
Non li scrivo perché non li so.
Ma in una torpedine-suicida
Darei di buon grado la vita
Nella lotta che non ho lottato!

