

A Liberdade, a cultura, a democracia e a justiça social são as nossas paixões.


carattere era all’opposto: sono nata in Romagna, una regione dalle forti tradizioni anarco-socialiste e contemporaneamente sede di un cattolicesimo conservatore. La mia famiglia era molto speciale perché le donne di casa contribuivano fattivamente, con il loro lavoro, alla gestione familiare. Tale situazione, poco frequente in quegli anni, era per la mia famiglia una consuetudine di vecchia data ; infatti dopo il 1918, quando il marito era tornato dalla prima guerra mondiale con problemi di salute, mia nonna, aveva conseguito il diploma di ostetrica e aveva cominciato a contribuire alla vita della famiglia esercitando quella professione con grande successo, cosa che le aveva permesso di dare alle figlie quella educazione superiore che a lei era stata negata. Così mia madre, dopo la morte di mio padre nella seconda guerra mondiale, era tornata nella famiglia originaria, ma aveva continuato a svolgere il suo lavoro di maestra. Da quelle donne straordinarie, cattoliche convinte, anzi rigorose, ho appreso un forte senso del dovere e la necessità di farsi strada nella vita. Dal nonno invece e dalla sua fede di laico, socialista e antifascista spesso perseguitato, ho imparato il civismo e il bisogno di libertà. Accanto al nonno Andrea, nell’aprile del 1945 (avevo quattro anni) ho assistito, dalla porta di casa, alla sfilata delle truppe britanniche giunte ormai vittoriose nel nostro paese (Lugo), dopo l’offensiva finale contro l’esercito nazifascista; con lui mi sono stupita e meravigliata osservando la truppa di fanti che chiudeva la parata di carri armati e jeep; quei giovani, vestiti all’orientale con divise colorate e turbanti, erano indiani, sudditi dell’impero Britannico!!!. Negli anni successivi alla guerra, le opinioni di mio nonno e dei suoi amici socialisti sull’attualità politica, il fronte popolare, la legge truffa, il ministero Scelba… hanno influenzato fortemente la mia formazione di liceale. Trasferitami a Venezia, la mia ingenuità di provinciale male si accordava con la cultura aristocratica e oligarchica della città, ma gli studi di anglistica e il matrimonio con Silvio mi hanno dato una “maturità” in senso internazionale che mi è molto cara.
grazie per questa sua bella e intensa pagina di Cronache Familiari